venerdì 29 dicembre 2006

Sopravvissuta

"Non sono più la stessa persona. Sono decisamente cambiata. Vedo un seno che ha allattato e uno che mi ha quasi ucciso. E' questa contraddizione che mi ha tormentato: vita e morte sono entrambe così vicine al mio cuore, adesso.
La cicatrice assomiglia al segno di una frenata: ho inchiodato sui freni e sono stata così prossima alla morte."

Ho appena finito un libro che ho acquistato qualche mese fa: Perchè ho messo il rossetto il giorno della mia mastectomia, di Geralyn Lucas.


Acquisto spesso i miei libri al reparto libreria dell' Esselunga, mi lascio tentare da biografie, romanzi storici, storie di vita vera. In genere a colpirmi sono le copertine, come in questo caso: la foto di una bella donna mora, nuda, con un rossetto rosso, Geralyn. Mi ha convinta anche il titolo, un atto di coraggio, pur contenendo una parola terribile, mastectomia.


Mia suocera ha subito un intervento di mastectomia 6 anni fa, a 65 anni, Geralyn ne aveva 27.


Mia suocera era vedova con due figli maschi, e l'ho accompagnata io durante tutta la malattia.


Leggere questo libro mi ha riportato indietro nel tempo, alla scoperta del nodulo al seno, all'intervento, al travaglio della chemioterapia, lei sul lettino e io lì vicino con un libro in mano, mentre le iniettavano cocktail micidiali di Metotrexate ed Endoxan, e poi lo Zofran contro il vomito, la parrucca che sono andata a comprarle quando ha perso i capelli, la protesi che ho ritirato all' Associazione donne operate al seno , il reggiseno imbottito che abbiamo scelto nel negozio di ortopedia, il calcolo dei globuli bianchi, le vene massacrate ed indebolite, lo sconforto e la rassegnazione, e poi la decisione di combattere per farcela, e l'illusione di aver vinto... Le visite a cui l'accompagnavo, gli esami...


Geralyn è una donna coraggiosa, anche se per anni è vissuta con la paura di una recidiva, ha continuato a presentarsi al lavoro dopo ogni seduta di chemioterapia, ha avuto una bimba contro il parere dei medici. La sua famiglia e i suoi amici l'hanno sempre sostenuta, anche se ha temuto di perdere il marito, medico, che non le stava vicino quanto lei voleva, ma solo perchè si sentiva impotente di fronte al cancro e alle sue sofferenze. Il giorno dell'intervento s'è messa il suo rossetto rosso come atto di coraggio, per dimostrare a tutti e a sé stessa che sebbene senza un seno è ancora attraente. Ora aiuta le donne che scoprono di avere un cancro al seno ad accettare la loro situazione e a combattere per darsi una possibilità.







La possibilità che mia suocera non ha avuto, perchè non ce l'ha fatta.

8 commenti:

Patty ha detto...

Vorrei abbracciarti forte forte in questo momento

Sabrina ha detto...

E' come se l'avessi fatto...
Grazie

Marcella ha detto...

Sabry, mi sono venute le lacrime agli occhi !!Sei sempre unica...TVB

Sabrina ha detto...

E' stata dura, ed è una ferita ancora aperta...

Simona Gargiulo ha detto...

Sabry che coraggio hai avuto a leggere questo libro, deve essere stato davvero molto duro, io forse non ce l'avrei fatta!!!
Non riuscirei a rivivere, anche se solo "virtualmente" un'esperienza che mi ha fatto soffrire tanto, ma forse potrebbe essere la soluzione migliore per accettare e metabolizzare il dolore!!!

Sabrina ha detto...

Aiuta il fatto che è finita bene... o almeno fino a qui, perchè il rischio è sempre in agguato, bisogna solo decidere se affrontarlo o no, se darsi per vinti o combattere.

Crissi ha detto...

Anch'io non sò se sarei riuscita a leggere un libro che mi porta a galla certi ricordi. Il mio papà ha avuto un tumore alla gola ed è rimasto senza voce e ricordo quei momenti come se fossero adesso, la paura che mi era presa, pensando che certe cose possano capitare solo agli altri e invece non è così!Poi la frase 'ciao bimbi', l'ultima volta che ho sentito la sua voce prima che entrasse in sala operatoria. Poi lui è stato fortunato e in quel caso ce l'aveva fatta, nonostante fosse già in dialisi e avesse avuto un sacco di operazioni, ma era proprio una roccia, fino a due mesi fà! Ma lui mi diceva sempre 'meglio un giorno da leone che 100 da pecora'. Ne ha passate veramente tante e ora mi manca un casino e indescrivibile spiegare quanto sia forte il dolore che ho dentro. Un bacio e un abbraccio fortissimo

Sabrina ha detto...

Crissi un abbraccio per te!, anche se era mia suocera e non mia mamma o mio papà, ho sofferto molto, e dopo due anni e mezzo mi chiedo spesso il perchè sia successo a lei e non a qualcun altro... e mi manca perchè eravamo due amiche, più che suocera e nuora.
L'unica consolazione è che ora non soffrono più!, e noi abbiamo spalle forti per sopportare questo dolore. Forza!